La parola calza deriva dal latino antico “calcea” che proviene da “calx” cioè tallone. La necessità di proteggere dal freddo le gambe e i piedi, è un bisogno quasi primario sempre esistito.

Forme rudimentali delle calze si trovano nel popolo sumero, fatte di tela nella parte superiore e di cuoio per poggiare la pianta del piede.

Nel 1400 nell’abbigliamento maschile troviamo altri predecessori delle attuali calze. Esistevano, infatti, alla vita, molto aderenti e uniti sul davanti con dei laccetti.

Si possono classificare come ascendenti dei leggins di oggi per analogia con il formato. Si racconta che le prime calze più somiglianti a quelle attuali siano stati indossati da Enrico II di Francia in occasione del suo matrimonio con Caterina Dei Medici.

Tra il 1600 e il 1700 invece furono create delle vere e proprie macchine per maglieria anche se un po’ grossolane, con funzioni basilari e molto lontane da quella degli anni successivi. Si incominciò così a produrre calze in filo di cotone e in filo di seta. Grazie a tale nuova produzione quasi industriale, il confezionamento di queste tipologie di calze va ad abbassare i costi, a differenza del prezzo, di quelle lavorate a mano; e tanto da essere accessibile anche ad un ceto mediocre, fino ad allora destinato ad usare quelle più rudimentali di maglia.

Con il passare dei secoli la calza ha fatto la sua escalation nella moda e nel look maschile, al punto di diventare un accessorio ricercato, nei tessuti e nei modelli. Nelle occasioni più raffinate è indicato l’abbinamento calze/cravatta, nel look più elegante sarebbero indicati dei colori sobri quali: nero, blu, grigio.

Nelle occasioni meno formali si possono, anche, indossare calze con moti Jacquard, a rombi ed a linee.

Per look e per occasioni più signorili, vengono create con fibre tessili più pregiate come seta, cachemire, lino e raso misto ad altre fibre.

Dobbiamo, anche, dire che esistono calze e calzini, ma l’uomo in carriera e l’uomo chic preferisce la calza lunga.

Il prezzo è invariabile, in base al tessuto pregiato scelto, od al brand più in voga.

D.P.R.