Guida ai Costumi da Bagno

Un'intervista alla nostra firma storica D.P.R.

Oggi il nostro esperto  di galateo, stilerà per voi una guida sui costumi da bagno.

Il costume da bagno è un capo di abbigliamento, che si indossa in piscina o al mare. Esistono molte varianti, che si dividono in varianti maschili e varianti femminili, che a loro volta si dividono in base all’età.

La nostra guida, oltre a descrivere i vari modelli, illustrerà anche quale di questi è più consono utilizzare secondo il galateo. Ciò si svolgerà in un modo del tutto nuovo, in quanto verranno poste delle domande, da parte della redazione, alla nostra storica firma D.P.R., la quale risponderà in una sorta d’intervista.

D: Quali sono i modelli di costumi da bagno maschili?

R: I modelli di costumi da bagno maschili, principalmente sono tre: gli slip, i parigamba e i boxer. 

D: Come sono strutturati tali modelli?

R: Non differenziano molto dagli omonimi capi d’abbigliamento intimo maschile.

D: Quali di questi sarebbe corretto usare secondo il galateo?

R: Beh, fino all’età pre - puberale sicuramente gli slip vanno bene, poi sarebbero da preferire i parigamba e i boxer. Sinceramente, consiglio ai nostri lettori uomini adolescenti ed adulti, i boxer, che a differenza dei parigamba coprono di più, quindi, sono meno vistosi e parallelamente più sobri.

D: I costumi da bagno femminili, invece, quali sono?

R: Ecco qui, l’argomento è sicuramente più vasto. I principali sono il costume monopezzo o costume intero, il costume a due pezzi o bikini, e il topless che differenzia dal bikini per la presenza della sola parte inferiore. Poi ci sono tipi meno conosciuti, quali: il monokini o unikini, il trikini e il tankini.

D: Iniziamo a parlare del costume intero, se per lei va bene.

R: Si, certo. Tale costume è sicuramente fra i più antichi. Generalmente copre il seno, l'addome, la pancia, la schiena, i genitali, il pube e le natiche. Vi è però una sua variante, cioè il monokini o unikini, che consiste nella sola parte inferiore del bikini, ad esso ispirato, ma unito tramite due strisce di stoffa che si incrociano sul petto e girano dietro, per questo è considerato una variante del monopezzo. Il costume intero è la principale divisa delle nuotatrici ed è usato, anche, nel celeberrimo concorso di Miss Italia.

D: Del bikini, cosa bisognerebbe dire?

R: Nonostante, si sia scoperto tramite degli affreschi, che fosse presente nell’antica Grecia e nell’antica Roma, possiamo affermare che i primi due pezzi hanno il loro esordio intorno al 1935. La nascita vera e propria del bikini avviene, però, nella capitale francese, nel 1946, per mano del sarto Louis Reard. Il suo debutto incontrò non pochi problemi ed addirittura negli anni ’50 del secolo scorso, in Italia ed in altri stati fu vietato. Successivamente grazie all’apparizione cinematografica, di Brigitte Bardot in bikini, si cominciò a diffondere negli Stati Uniti. Mentre, con alcuni film della magnifica Sophia Loren, assunse dapprima una visione simbolica di libertà femminile e successivamente divenne un capo testimonial di seduzione. Ad oggi è sicuramente il più diffuso nelle sue numerose forme e varianti. Può avere il reggiseno a fascia, a corsetto ed a triangolo, mentre la parte inferiore, può essere a coda di rondine, a tanga o una culottes. La scelta migliore e meno audace, sarebbe un reggiseno a corsetto con una culottes.

D: Ora veniamo al topless, un indumento tanto criticato.

R: Concordo nel definirlo un indumento tanto criticato, visto che è stato, peraltro, oggetto di sentenza n. 3557 della Suprema Corte di Cassazione sez. III penale,nel 2000. Nonostante in molti paese occidentali c'è un'apertura a mostrare il decolleté del petto femminile in contesti come la spiaggia, non coprire il seno di una donna può esssere considerato per niente pudico e poco decoroso. In molte legislazioni rientra tra il reato di atti osceni in luogo pubblico, questo non accade in Italia, che con la sentenza precedentemente citata, si è sancita la liceità di questo tipo di costume. Tuttavia, per questioni morali, sarebbe da evitare in spiagge molto frequentate da uomini ed adolescenti.               

D: Il trikini in cosa consiste?

R: Termine nato nel 1967, che sta ad indicare un bikini unito frontalmente da una fascia di stoffa più o meno ampia.

D: Il tankini, cos’ è?

R: Altra variante del bikini, che consiste in una canotta con coppe incorporate all’interno e dalla parte inferiore del costume.

D: Ora detto tutto ciò, quale costume da bagno femminile, secondo le regole etiche, le regole culturali e il galateo sarebbe meglio indossare?

R: Il costume da bagno unito sicuramente è il più accettato dall’etica e dalla morale, nonché dal galateo, ma, anche il bikini nelle sue varianti, oggigiorno è acconsentito. Sarebbe da escludere però, il bikini con il tanga. Il topless così come l’unikini o monokini, poiché non copre il petto femminile, sarebbero da evitare secondo il galateo. Trikini e tankini, in quanto varianti del bikini, che rispetto al classico coprono di più il corpo femminile , sono anch’essi accettati.

La redazione e D.P.R.