Oggi, ricorre l'anniversario del reperimento, di due antiche statue di bronzo, ritenute opere molto importanti, nella classifica dei ritrovamenti archeologici in era moderna. A marina di Riace, precisamente, nella zona detta Porto Forticchio, il 16 agosto del 1972, furono riportati alla luce, in uno stato miracoloso, visto il tempo trascorso, queste due statue di stampo greco – classico. Le opere, al momento del ritrovamento, vengono identificate come statua A e statua B. Il rinvenimento, avvenne, grazie ad un giovane sub romano.

Dopo una prima pulizia, effettuata a Reggio Calabria, durata quasi tre anni, effettuata dai restauratori di stanza al museo reggino, furono trasferiti a Firenze presso l'Opificio delle pietre dure, che è uno degli istituti più importanti e conosciuti nel mondo del restauro nazionale e internazionale. Il restauro toscano durò cinque anni e prima del loro ritorno a Reggio Calabria, furono protagonisti di due importantissime esposizioni nazionali, dapprima a Firenze e successivamente a Roma.

Ritornati in Calabria, assumono (le statue, ndr) il nome del “giovane” e del “vecchio” e vengono esposti nel Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria / Museo Nazionale della Magna Grecia, nato come idea, dopo il devastante terremoto del 1908, ma, realizzato soltanto nel 1954.

I Bronzi, hanno subito altri due restauri, uno nel 1995 e l’ultimo nel 2009, che attrezzò le statue di struttura antisismica. Le statue sono esposte, dal 2013, anno della conclusione del restauro del 2009, in modo permanente al Museo di Reggio Calabria.

Nel tempo, i due reperti, hanno ricevuto miglia di visite annue, da persone, provenienti da tutte parti del mondo , curiose di vedere da vicino i reperti e di ammirare la loro magnificenza di testimonial di una cultura e di un tempo, oramai, andato.

Il sud è ricco di ritrovamenti archeologici, poiché è stato culla di una delle più nobili culture antiche, quella greca, sin dal sec. VIII a.C. Bisogna, infatti, ricordare che la parte meridionale, della nostra meravigliosa penisola, era denominata Magna Grecia.

Sulla loro origine, sono state formulate, dagli studiosi, varie ipotesi, ancora aperte, quindi non conosciamo con certezza i personaggi che rappresentano, ne la loro sistemazione nell’antica. Possiamo solo dire, che entrambe le statue, sono posizionate nella loro raffigurazione, in posizione a chiasmo (forma artistica, usata nella scultura per indicare, l’equilibro della figura eretta).

D.P.R.