Erano le due di notte e Gioia venne svegliata dal suono del telefono sul suo comodino. Accese l’abat-jour e rispose: “Pronto - disse con voce assonnata - chi è a quest’ora della notte?””Sono Anna Rita - disse una voce femminile dall’altro capo del telefono - la vicina di sua zia Adelaide, si ricorda di me?”” Si certo! - risponde Gioia - Come mai mi chiama a quest’orario insolito? Sarà forse successo qualcosa alla zia?” “Ehm... - continuò esitando la donna - ecco sua zia vuole vederla subito, la prego faccia presto, il dottore dice che non le resta molto.””Oh mio dio! - esclamò Gioia - Arrivo subito, il tempo di vestirmi.” ”Va bene,- rispose la donna - si sbrighi.” Gioia riattaccò il telefono e si alzò dal letto, si vesti, prese la borsa e si diresse verso l’uscio.

Guardò l’orologio, erano le 2,18 e sperava di arrivare in tempo.

Uscì di casa,salì sulla sua autovettura e si mise alla guida. La città di sua zia distava 200 km dalla sua, infatti, andava a trovarla di rado e l’unica persona che conosceva in quel posto, oltre ad Adelaide, era Anna Rita, la vicina di casa della zia. Il viaggio proseguiva, ma Gioia era sempre più angosciata per sua zia.

Per raggiungere Occhioli, la città dove viveva Adelaide, occorrevano circa 2 ore e 50 minuti e era trascorsa, ancora, solo un’ora.

Finalmente all’alba, Gioia arrivò a destinazione, parcheggiò l’auto e scese. Corse lungo il cortile della casa e suonò alla porta.

Ad accoglierla fu Anna Rita. “Buongiorno signora Anna Rita - disse Gioia con voce angosciata - la zia? La prego, mi dica che sono arrivata in tempo””Buongiorno a lei Gioia - rispose la donna - è arrivata in tempo, stia tranquilla. Sua zia è in camera. Mi segua, le faccio strada.” Gioia seguì Anna Rita ed entrò nella camera della zia.

Era accesa solo una lucina e di sottofondo si sentiva una dolce melodia,dentro di se pensò si trattasse di Schubert,visto che era il preferito di sua zia.

La zia fece cenno a Gioia dì avvicinarsi. Una volta avvicinata, le disse: “Gioia, nipote mia cara, che felicità rivederti, sei sempre più bella,assomigli molto a tua madre quando aveva la tua età. Sai io ho un grosso patrimonio e desidero lasciarlo a te, ma a una sola condizione, ti devi trasferire qui ad Occhioli, lascia tutto cara sono sicura che ricominciare ti renderà più felice”. La zia gli fece segno sofferente di aprire il cassetto del comodino, e qui vide un album di fotografie, con la copertina del suo cartone animato preferito da piccola. Appena lo vide, si ricordò quando lo aveva comprato, insieme a sua zia, alla fiera del primo maggio a Limoncione. Ricordava, inoltre, che quel giorno avevano anche visitato la maestosa Cattedrale, arricchita di bellissimi affreschi. Destatasi dai suoi ricordi, si risedette sul letto accanto alla zia e aperto l’album, lo sfogliò con malinconia girandolo in modo che anche Adelaide potesse vederlo.

La zia gli strinse fievolmente la mano, mentre una lacrima solitaria le scese lentamente dal viso, contemporaneamente si affievolì il respiro e si spense.

Gioia, realizzò, tristemente che la sua sorridente zia, maestra di tanti consigli durante l’adolescenza la aveva lasciata per sempre. Il vuoto la avvolse, Gioia era disperata, anche la sua ultima parente era morta.

Un velato senso di colpa per non essere stata molto presente nell’ultimo periodo, gli faceva da peso sul petto, però, nello stesso tempo capì che Adelaide, l'avrebbe voluta vedere reagire.

Si rivolse ad Anna Rita e disse: “Perché? Perché? Perché? Cosa stava dicendo la zia?”.

Erano le 7 e 50. Si alzò per spegnere la musica che sembrava così inopportuna in quel triste frangente, ma a un tratto, si fermò, pensando che forse sua zia avrebbe voluto passare il valico a miglior vita cavalcando le note della sua musica preferita.

Gioia, dopo il primo attimo di disperazione, chiamò l’operatore delle pompe funebri, scelse l’ultimo corredo per sua zia e si preparò, per fortuna, aveva portato con sé un cambio nero. Erano le 10 del mattino e iniziarono ad arrivare i primi conoscenti della zia, tra questi, il notaio Riccardo Midolli, suo vecchio compagno di classe che avvisò Gioia della presenza di un testamento olografo: “Signorina Ripieni, sono il notaio Midolli, un amico di sua zia, devo avvisarla, con grande rammarico, che la povera Adelaide - disse con voce rattristata - aveva disposto per il momento in cui, insomma ha capito. Se per lei va bene, l’aspetto domani pomeriggio nel mio studio, ecco il mio biglietto da visita con indirizzo e recapiti.””La ringrazio Notaio, a domani.” ”A domani, signorina.”

La mattinata proseguì in un via vai di persone. Erano le 15 quando Gioia si recò alla locanda La notte del sogno e prenotò una camera per lei: “Buon pomeriggio , come posso esserle utile?” “Buon pomeriggio a lei, - disse Gioia - dovrei prenotare una camera, per un quattro giorni, poi in caso resto di più in città, le farò sapere”. Prese le chiavi della stanza e salì in camera. Si fece una doccia e si buttò, stremata, sul letto, erano state ore intrinseche di emozioni forti. Dopo pochi minuti cadde in un sonno agitatissimo.

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