Svegliatasi, aprì la finestra della camera, si sedette sul davanzale e si mise a osservare il mondo che si svegliava e si metteva in moto.

Telefonò ad Annarita e là invitò a pranzo da Roberto, un bel ristorante che conosceva da tempo, dove si mangiava un ottimo antipasto di pesce.

Dopo essersi fatta la doccia, bevve un succo di frutta e prese al volo un cornetto da portarsi dietro e uscì.

Quella mattina voleva andare a comprare degli abiti visto che aveva portato con se solo tre cambi, presi velocemente quella fatidica notte.

Andò alla ricerca di negozi e si soffermò davanti a una vetrina, dove aveva visto un bel completo rosso e bianco.

Entrata nel negozio, si recò subito a chiedere dell’abito, ma, la commessa gli rispose che la taglia 44 la stava già provando una cliente e che se non lo avrebbe acquistato essa, era suo. Le disse, inoltre, che l’abito era blu e giallo, poiché il loro negozio portava massimo due capi simili.

Gioia aspettò vicino ai camerini e dopo un po’, vide una ragazza bionda dall’aspetto solare uscire con la gruccia con l’abito e le chiese “Mi scusi lo prende il vestito?”, la ragazza la guardò e rispose “bhe… si è un bell’abito, vero ?”,”Si, piaceva molto anche a me,- rispose Gioia, pazienza e complimenti per la scelta” la ragazza la guardò, la prese per il polso e la trascinò dall’altro lato del negozio, davanti ad un delizioso vestito giallo limone con una gonna plissettata e una casacca gialla chiara e giallo ocra. La ragazze le disse “Bello vero sono sicura a te stia benissimo, per me costava troppo, sai io faccio la parrucchiera, però ho lavorato anche come commessa in una boutique ma ora hanno chiuso e lavoro occasionalmente” Gioia là guardò e disse “Mi dispiace tantissimo è un bel vestito”.

Uscirono insieme dal negozio e si presero un caffè. Gioia si trovava bene a dialogare con quella ragazza così estroversa, si scambiarono i numeri di telefono e si avviò per l’appuntamento con Annarita. Dopo aver mangiato un ottimo antipasto di mare squisito e un’abbondante macedonia, uscirono sazi dal ristorante.

I due passeggiarono per un po’, parlando della zia, del futuro e del fatto che doveva ritornare a casa per sistemare il tutto per il trasferimento. Per il lavoro, era tutto apposto, poiché era a casa già da quindici giorni, quindi non aveva niente da perdere.  

Si erano fatte quasi le 19, offrì ad Annarita un gelato e prese per lei una brioche con il tuppo ripiena di gelato, così avrebbe, anche, sostituito la cena.

Era stanca morta e arrivata alla locanda, si addormentò vestita.

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