Un raggio di sole sul cuscino, svegliò Gioia. 

Aveva mezz’ora per prepararsi prima dell’appuntamento con Mirko.

Si lavò i capelli, si vestì, scese in strada e chiese indicazioni per arrivare al bar indicatole da Mirko. Dopo circa quindici minuti, era arrivata e fuori seduto ad un tavolino sbirciò l’inconfondibile ciuffo verde.

Una volta sedutasi, assaggiò davvero i migliori cornetti di sempre, mentre il suo nuovo amico vulcano, come l aveva soprannominato nella sua mente la sera prima , continuava a parlare. Gioia si guardò intorno e solo allora, capì che era nella parte vecchia della città, dove era stata prima di partire.

Gli venne, a quel punto, voglia di andare a vedere se quel palazzo che aveva visto era ancora in vendita,afferrò, quindi, Mirko dal braccio e lo trascinò dietro a sé.

Arrivati davanti al palazzo, Gioia scoprì che era ancora in vendita. Mirko, incredibilmente, conosceva il proprietario e gli confidò, che aveva un disperato bisogno di soldi e che l’avrebbe venduto per neanche un quarto del suo valore e le disse che se voleva, glielo avrebbe fatto incontrare, anzi, aspettava un attimo gli avrebbe telefonato chiedendogli la chiave per fare visitare il palazzo a Gioia,infatti, così fece. Quel palazzo era davvero un incanto e vedendo l’interno, Gioia, se ne innamorò maggiormente. In una stanza c’era un armadio antico e un abito da sposa appeso fuori come se fosse stato dimenticato lì da tempo. Mirko gli disse “Sembra che accarezzi l’amore della tua vita da come delicatamente lo sfiori”, Gioia lo guardò e gli rispose “Sai ho sempre amato i vestiti da sposa, ho pensato, sin da piccola, che ogni abito celi una magia, la magia della vita e dell’amore”. Mirko la guardò, e gli disse, come se fosse la cosa più naturale da dire “Scusa perché non compri la baracca e non ti apri un atelier di abiti da sposa?”. Gioia lo guardò e di colpo le si illuminò il viso, pensò che non era una cattiva, gli sorrise e lo abbraccio dicendogli “grazie, sei davvero un genio”.

Uscita di li, Gioia, chiamò il notaio e le chiese consiglio per l’acquisto. Il notaio convenne che era un vero affare e si misero d accordo che avrebbe gestito lui il tutto. Era incredibile perché non ci aveva pensato prima, in fondo era un suo sogno da sempre.

All’ora di pranzo fece una lunga telefonata ad Annarita per raccontarle tutto, poi richiamò di nuovo il notaio per chiedere se si occupasse anche lui dell’apertura del negozio e dell’assunzione di Mirko, visto che aveva appreso che in passato, lavorò, in un negozio d abiti di cerimonia per uomo.

Nel pomeriggio, Mirko, la portò fuori Occhioli, per presentarle il suo ex datore di lavoro, che le fu molto utile. La mise, infatti, in contatto con dei fornitori e le diede parecchi consigli poiché quello per lei, era un mondo nuovo, di cui non aveva nessuna esperienza. Parlarono a lungo con questo signore, che era un vero gentiluomo d’altri tempi, di quelli che oramai si è perso lo stampo. Era un vedovo, un po’ nostalgico, ma, amante della lettura e denotava una cultura armoniosa su vari argomenti.

Chiacchiera dopo chiacchiera si fece tardi, e il simpatico signor Gigi, che in realtà scoprì si chiamasse Gianluigi, ma preferiva il diminutivo poiché gli ricordava sua moglie, invitò i due a rimanere a cena e quando Gioia si offrì di cucinare lei, lui rifiutò categoricamente dicendo che erano suoi ospiti.

A tavola il signor Gigi, la stupì ancora, servendo una squisita pasta alla carbonara e del buonissimo pesce, insieme a un’insalata di carote.

Si lasciarono con la promessa di ritornare presto, quell’uomo aveva fatto tenerezza a Gioia, forse perché, era così che si immaginava suo padre se non fosse successo quello che purtroppo era accaduto.

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