Brano audio della canzone citata nel racconto

Caro diario,

questa sera, ti scrivo seduto di fronte a questo lago e a questo  bellissimo cielo stellato.

Scusami se ti ho abbandonato per un po’, ma, dopo la notte condisa con Rachel, la sua scelta mi ha profondamente ferito e ha lasciato in me quell’amarezza tipica di chi illuso, prende una delusione.

Forse amico mio, dovrei darti qualche cenno di ciò che è successo. Ti ricordi, dove eravamo rimasti?

Credo di si, caro fedelissimo amico mio, credo tu ti ricorda dei rumori per cui quella sera , ho interrotto momentaneamente di scriverti, anche se poi la pausa si è prolungata sino a oggi.

Quei rumori erano provocati da Rachel che veniva da me e, che mi ha regalato, quella notte, tanta felicità.

Sono stato stupido a non capire subito che lei non aveva, per il momento, intenzione di seguirmi nel mio viaggio.

Stasera ho composto una canzone dedicata a lei e vorrei condividerla con te.

Il testo è:

"Caro amore mio

Sembravi una farfalla,

Che ballava all’infinito

Condividendo il respiro

Prezioso come uno zaffiro,

Però amore mio

Con il tuo dolce muso,

Il tuo dolce brontolio

Pian piano,

Mi hai detto addio, addio,

E io ho sentito il cuore

Fare un dondolio

E sono rimasto là

E sono rimasto là,

Ferito, allibito, ammutolito.

Caro amore mio,

Eri e non sarai,

Eri e non tornerai,

Eri mia e ora non più,

Piano, piano,

Mi hai detto addio, addio."

Lo so amico mio, che probabilmente non sarà un granché, ma, credimi, stasera dopo aver condiviso tutto ciò con te, sto notevolmente meglio.

Mi sento, infatti, più leggero e pronto per intraprendere, domani con Peter, il viaggio verso il villaggio, oramai sempre più vicini.

Buonanotte e a domani!

Tuo, Philip