Gioia si svegliò completamente riposata, poiché durante la notte appena trascorsa, dormì come un ghiro, nonostante il caffè della sera precedente.

Si fece la doccia, si vestì e uscì di casa, senza fare colazione, poiché, si era messa d’accordo con Marika e Mirko per fare colazione insieme al solito bar sotto i portici.

Quando arrivò, notò che i due suoi dipendenti, erano già arrivati ed erano accomodati a chiacchierare.

Si sedette anche lei e ordinarono tre cornetti e tre cappuccini.

Dopo aver consumato la colazione, si recarono tutti al negozio, poiché, quella mattina, sarebbero dovuti arrivare cinque nuovi abiti da sposa e tre da sposo.

Dovevano, inoltre, come si erano prefissati la sera precedente, sistemare le vetrine e i gioielli per la sposa.

Mentre Gioia parlava al telefono prima con Annarita e in seguito con il commercialista, i ragazzi pulirono tutte le finestre e, iniziarono a pensare come avrebbero potuto realizzare la vetrina, ma, avevano bisogno di qualcuno che creasse un parasole esterno, oppure qualche protezione per i vetri, o addirittura bisognava cambiare i vetri e metterli adatti affinché gli abiti non si rovinassero.

La mattinata volò e Mirko si offrì per andare a comprare qualcosa da mangiare.

Dopo aver mangiato, sistemarono nella vetrina apposita i diademi per le spose, gli orecchini e le collane di perle, gli spilloni le coroncine ferma capelli per le acconciature.

Una volta arrivati gli abiti, li sistemarono negli armadi.

Dopo aver sistemato il tutto, Mirko si procurò una scala per prendere le misure delle vetrine e dopo aver salito su, cadde, nonostante l’intervento di Gioia e Marika che riuscirono solo ad attutire la caduta.

Lo trascinarono con grande fatica sul divano con l’intenzione di chiamare l’ambulanza, ma, Mirko li fermò subito, raccontando ai due di aver paura degli ospedali a seguito di un trama subito da piccolo.

Poiché, Mirko si lamentava sempre più per il dolore alla caviglia, Gioia si vide costretta a chiamare Emmanuele, il quale le disse di stare ferma al negozio che arrivava in un battibaleno.

Quando Emmanuele arrivò, si precipitò da Gioia e la osservò, si mise poi, a toccarla nelle braccia, spalle e gambe, poiché, aveva capito che a cadere fosse stata lei.

Dopo aver chiarito l’equivoco, disse a Gioia che era felice che a cadere fosse stata lei ma, Mirko e, quest’ultimo disse ironicamente di essere felice di averlo reso contento.

A quel punto, Emmanuele, si scusò con Mirko, spiegandole che voleva dire, in realtà, che era contento che non fosse successo nulla a Gioia.

Emmanuele, dopo averlo visitato, gli prescrisse assoluto riposo e una pomata da applicare due volte al giorno.

Marika, poiché Mirko viveva da solo, si offrì di ospitarlo e lui accettò. Emmanuele diede a Mirko le stampelle che si era portato dietro e aiutò Marika a farlo salire in macchina per accompagnarlo a casa.

Gioia nel frattempo chiuse tutto e si ritirò anche lei a casa, seguita, naturalmente, da Emmanuele.

Erano entrambi molto stanchi e una volta arrivati, mangiarono una cena frugale sul divano e Gioia finì per addormentarsi davanti alla TV.

Emmanuele nel vederla dormire, provò molta tenerezza, la prese, infatti, in braccio e la portò in camera sua, la coprì con una coperta, spense la luce, dopo averle dato un ultimo sguardo e andò anche lui a dormire.

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