Caro diario,

oggi, io e Peter abbiamo ripreso le nostre bici. Siamo usciti dal boschetto in cui ci trovavamo.

Fuori dalla frescura degli alberi ci siamo scoperti accaldati e ben presto, ahimè, le nostre spalle sotto i raggi solari, hanno iniziato a bruciare.

Nella tarda mattinata, ci siamo fermati in un chiosco, incontrato per strada, per comprare qualcosa da bere e del cibo al sacco.

Ci siamo poi, riposati all’ombra di un albero là vicino.

Tutto questo pedalare oggi, è stato l’esercizio fisico, più lungo e faticoso della mia vita, ma, è stata una stanchezza piacevole.

Finalmente in serata, ci siamo fermati a cenare, in una trattoria tipica, sotto il pergolato. Il titolare e sua moglie erano due tipi molto sorridenti e gagliardi e ci hanno rimpinzato di carne con frutti e miele, di frittelle di ortaggi, di verdure in agrodolce e di un buonissimo dolce ripieno di non so cosa. Era tutto saporito, ma, sconosciuto, erano, infatti, dei sapori nuovi, mai provati prima.

È incredibile come qua,  non si è vincolati da impegni pressanti e tutto diventa più buono.

Caro amico mio, dopo questo dettagliato racconto ti lascio, poiché sono proprio stanco, buonanotte e a domani.

Tuo, Philip.