In quest’articolo parleremo della gonna.

Tutti noi conosciamo la gonna e giustamente, la identifichiamo come indumento femminile, ma, non è sempre così. Se andiamo a cercare, infatti, nel suo passato, notiamo il contrario. Basti pensare agli Antichi Egizi, che hanno reso il loro gonnellino di lino, simbolo di appartenenza a un rango, ne troviamo, infatti, di diverse misure, lunghe per il faraoni e per il ceto nobiliare e corte per il popolo.

La gonna, la ritroviamo anche nell’antica civiltà romana e nell’Antica Grecia.

Altro esempio di costume maschile, è il kilt scozzese che, gli uomini hanno usato per secoli e ancora oggi lo indossano per eventi ufficiali.

Intorno al millecinquecento, la gonna divenne un indumento tipicamente femminile e incominciò a prendere carattere, assoggettandosi all’ambiente circostante e ai vari ceti dove veniva indossata. Nello stesso periodo venne inoltre aggraziata, ornata e decorata.

Continua il suo evolversi, principalmente nel millesettecento con l’influenza francese e nel milleottocento con l’influenza inglese tipica dell’epoca vittoriana.

È solo nel millenovecento che la gonna viene accoppiata alla giacca e nasce così il tailleur, ideato per dare anche alla donna il suo completo formale da giorno. Con la mitica e indimenticabile Coco Chanel, venne poi, abbinata alla giacca anche quella di lana (la gonna, ndr) e le gonne raggiungerono una lunghezza più corta. Tale abbinamento è quello più simile al nostro stile attuale.

D.P.R.