Gioia,si svegliò rilassata e di buon umore, ricordando che Emmanuele l'aveva invitata fuori per una pizza, visto che nessuno dei due, aveva provveduto a fare la spesa e, successivamente andarono a fare una lunga passeggiata sul lungomare, raccontandosi a vicenda episodi della loro adolescenza, scoprendo di avere nelle preferenze i medesimi film e le medesime canzoni.

Pensò che il minimo da fare, dopo tanta premura, era preparagli la colazione, ma, quando arrivò in cucina vide tutto apparecchiato, con dei cornetti su un vassoio, che emanavano una fragranza spettacolare, vide poi, Emmanuele a piedi nudi e torso nudo, così era semplicemente stupendo, lo salutò e lo ringrazio, poiché, si era preso cura di lei ancora una volta, preparandole la colazione.

Fecero colazione parlando della sera precedente e, lui si offrì di aiutarla in negozio visto che aveva il giorno libero e lei era sola poiché Marika, si era offerta di accompagnare Mirko per le lastre.

Lei accettò volentieri, ma nonostante un fremito interiore molto gioioso, disse “Si grazie, ne sarei contenta,ma se giustamente vuoi stare con Kate capisco, non ti preoccupare”, lui la guardò quasi senza capire, infatti, disse di getto, senza riflettere “Kate? E che c’ entra lei?”, vedendo il suo sguardo interrogativo, ricordò subito la sua recita e controbatté “ah no, tranquilla.Lei è impegnata, sono a tua completa disposizione”.

Lasciando da parte pensieri poco consoni, Gioia andò a prepararsi, poiché quel giorno, aveva un appuntamento con la sua prima cliente, anche se ancora non aveva pensato di aprire al pubblico, giacché andavano sistemate, ancora, tante cose all’interno.

Però due sere prima, una tipa un po’ stravagante, molto sicura di sé e, molto bella, una volta vista l’insegna entrò e, s’intrufolò all’interno, vedendo i vestiti che stavano sistemando. Visto che entrambi andavano verso lo stesso luogo, decisero di usare una sola autovettura.

Dopo circa un’ora e mezza che lavoravano, Gioia si accorse che era l’ora dell’appuntamento, pensò, allora, di andare in bagno per darsi una sistemata giacché era tutta sudata.

Una volta uscita dal bagno, vide la mora dell’appuntamento, flirtare in modo esplicito e sfacciato con Emmanuele, Gioia subito si innervosì e con un colpo di tosse fece il suo ingresso, anche se i due continuarono a parlare, vicini vicini, sul piccolo divano per un buon quarto d’ora, come se lei neanche ci fosse, finché oramai incavolata nera disse “se la signorina è venuta per l’abito rimango, se è qui per altro io continuerei a sbrigare le mie cose”, la bella cliente rispose, con tono da civetta “ma certo che sono venuta per il vestito, ora Emmanuele mi consiglierà, vero caro”, Gioia pensò, rosicando, quanto la cliente fosse antipatica.

La cliente, le fece togliere tutti gli abiti dall’armadio e, dopo averli provati tutti, chiese consiglio, facendo la gatta morta, a Emmanuele dicendo “Oh caro, tu che sei un bell’uomo, dimmi un po’, quale abito mi dona meglio – proseguì mordicchiandosi il labbro - sicuramente tu saprai consigliarmi”.

Dopo aversi riprovato gli abiti, la donna, decretò di non riuscire a scegliere, nonostante i consigli di Emmanuele, poiché era indecisa.

Dopo aver invitato Emmanuele, alla sua festa di addio al nubilato, uscì dal negozio insieme a quest’ultimo.

Gioia nel frattempo, si mise a lavorare, anche se era molto nervosa, poiché, Emmanuele tardava a tornare.

Dopo circa venti minuti, torno con due calzoni e due gassose.

Lei lo ringraziò per aver portato il pranzo e si misero a mangiare.

Una volta terminato di consumare il pranzo, si misero a chiacchierare e verso le sedici, Gioia preparò due caffè. Dopo averli gustati, si rimisero a lavorare.

Verso le diciannove, chiusero il negozio e andarono a casa.

Emmanuele, per galanteria, quando arrivarono a casa, propose a Gioia, di fare la doccia per prima, lei accettò e una volta vestita, si mise a preparare degli spaghetti al pomodoro.

Dopo aver cenato, andarono entrambi a dormire esausti.

Ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistite è puramente casuale. La narrazione di tale racconto è frutto della fantasia degli sceneggiatori/scrittori di Culturaebuonemaniere.it.

Il testo di questo racconto è di proprietà di Culturaebuonemaniere.it e dei suoi sceneggiatori, ne è vietata, pertanto, la riproduzione, modifica, manipolazione o diffusione del presente sotto qualsiasi modo o forma senza lo specifico consenso degli autori.

Copyright © 2020 by Culturaebuonemaniere.it. All rights reserved