Erano le sette e trenta, ma, quella mattina, nonostante era sveglia da un po’ e seduta al centro del letto, Gioia non aveva voglia di alzarsi, si stava crogiolando nei pensieri dei fatti accaduti il giorno precedente.

Dopo circa dieci minuti, un arruffato ma bellissimo Emmanuele, si affacciò alla porta della stanza di Gioia e le chiese “tutto bene? Ho visto che è tardi, ma, non ti alzavi e ho pensato che stessi male come ieri”, lei rispose subito “no no, buongiorno, tutto bene, ora mi alzò e preparò la colazione, visto che ieri l’hai preparata tu”, ma lui rispose “tranquilla fai la doccia che io mi vesto e vado a prendere i cornetti”.

opo un quarto d’ora, si ritrovarono in cucina e Emmanuele aveva già preso i cornetti e preparato per ambedue una bella tazza di cappuccino. Fecero colazione parlando di Mirko e Marika e poi ambedue si apprestarono ad andare al lavoro.ù

Quella mattina al negozio, Gioia e Giusy, realizzarono che per fare da divisorio all’ambiente maschile da quello femminile potevano usare gli armadi stessi, visto che erano 4 da sei ante insieme alle tende color oro, che la sartoria aveva fatto in più, uguale ai tendaggi dei finestroni.

Pensò poi, di aggiungere a ogni lato, tre poltroncine di quelle dorate, uguali ai divanetti della sala d’attesa, destinati a chi accompagnava gli sposi, solo che dovevano affrettarsi a chiamare il mobilificio e vedere se le poltroncine uguali le avevano ancora in vendita.

Dopo varie telefonate, accertarono che in magazzino ne avevano otto e così decisero di prenderle tutte.

Gioia chiese, inoltre, se le poteva avere entro la giornata e se come rimasti, gli addetti sarebbero potuti andare al negozio per posizionare gli armadi, chiese inoltre se pagando di più potavano aiutarla a spostare anche gli altri comprati precedentemente, a risposta positiva rimasero che li avrebbe attesi nel pomeriggio.

Fattasi l’ora di pranzo Giusy e Gioia, decisero di andare a mangiare al solito bar dove presero della patatina e dell’insalata mista verde e rossa, presero, inoltre, un bel tartufo al cioccolato bianco.

Erano stanche e decisero di rilassarsi sedute un po’lì sotto a quei bei portici a osservare le persone che passavano e ascoltando la musica del juke-box , che mise entrambe in allegria.

Ritornarono in negozio che erano le quindici e trenta e, dopo aver spazzato e lavato il pavimento di ambedue i lati, dove dovevano sistemare gli armadi, tolsero delicatamente gli abiti ognuno nella propria custodia e li poggiarono momentaneamente sui divani.

Circa un’ora e mezza dopo, giunsero i mobilieri e terminarono alle diciotto.

Gioia e Giusy, erano stanche morte e, convinte di meritarsi una pausa, presero un bel caffè, chiacchierando per un po’,finché dopo mezz’ora, troppo esausti, pensarono di chiudere un po’ prima, anche perché Gioia doveva accompagnare Giusy in farmacia e successivamente in modo che non attendesse, da sola, a lungo l’autobus.

Una volta arrivata sotto casa di Giusy, pensò di scendere anche lei e salutare la simpatica signora Margherita e così fece.

La signora era stesa su un divano con una coperta in stile patchwork e stava vedendo la tv, mentre dalla cucina arrivava un ottimo profumo, Gioia pensò che sicuramente la ragazza bionda, a cui aveva aperto la porta venerdì, era anche un ottima cuoca.

La signora che non era più pallida come quella fatidica sera, anche se un po’ indebolita, era tornata la simpatica e loquace signora del telefono e dopo mille domande la invitò a cena.

Gioia dopo i primi tentennamenti accettò.

Per aiutare la ragazza, a cui non voleva aggiungere il peso di un ospite, Gioia si offrì di apparecchiare, quindi su indicazioni di Giusy, raggiunse il bagno e si lavò le mani e sorridendo andò in cucina per chiedere ad Elodie, così si chiamava la ragazza, dove prendere tovaglia, posate e tutto il necessario.

Una volta in cucina, il sorriso gli morì sulle labbra, infatti ai fornelli non c’era la timida ragazza di venerdì ma il noioso, nipote della signora Margherita.

Lui inaspettatamente si girò con un largo sorriso e si presentò, così venne a sapere che l’antipatico nipote si chiamava Marco, lei pensò che avesse un gran bella faccia tosta e incominciò a pensare come poter declinare l’ invito di Margherita senza offenderla, ma, lui come se le avesse letto nel pensiero le disse “Senti per favore rimani, rattristeresti mia nonna, lo so che io ti sto antipatico, beh forse sarò stato un po’ scortese l’altra sera, ma ti prego non farla dispiacere”.

Lei lo fissò in maniera alterata e disse, anche se in genere non era nel suo stile rivolgersi a uno sconosciuto in quei termini e disse “scortese? Sei stato un vero cafone!”. Contrariamente, a quanto Gioia si aspettasse, lui scoppiò a ridere di gusto e disse “complimenti che caratterino, sei proprio un pepe”.

Per fortuna la serata grazie ai racconti di gioventù di Margherita, Gioia la trascorse, in maniera serena, anzi piacevole.

A un certo punto pensò, che fosse proprio ora di ritirarsi, così Gioia si avvicinò alla padrona di casa per salutarla e le diede con un bacio.

Era stata bene contrariamente a quanto avesse pensato, appena vide Marco, infatti, si sentiva tuttavia serena e pronta a dormire, ma raggiunta la porta, lui le sopraggiunse alle spalle e, mentre Gioia, metteva la giacca le sussurrò nell’orecchio con voce suadente “comunque sei molto bella, stasera mi hai affascinato”, quelle parole e quel fiato così caldo vicino al collo frastornarono Gioia e le scombinarono totalmente l’armonia acquisita prima.

Lei senza rispondergli mise la mano sulla maniglia e uscì, senza né girarsi, né proferire parola. Giunta in macchina si poggiò al sedile, respirò profondamente, si sentiva stranita.

Non si sarebbe mai aspettata, quel comportamento, poi dopo un po’, alla consapevolezza, sopraggiunse la rabbia poiché lei pensava che lui la stesse prendendo in giro.

Ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistite è puramente casuale. La narrazione di tale racconto è frutto della fantasia degli sceneggiatori/scrittori di Culturaebuonemaniere.it.

Il testo di questo racconto è di proprietà di Culturaebuonemaniere.it e dei suoi sceneggiatori, ne è vietata, pertanto, la riproduzione, modifica, manipolazione o diffusione del presente sotto qualsiasi modo o forma senza lo specifico consenso degli autori.

Copyright © 2020 by Culturaebuonemaniere.it. All rights reserved