Il sole quel mattino emanava un raggio caldo alle finestre, nonostante fosse ottobre. Ciò pero, non riusciva comunque a scaldare i pensieri di Gioia, che si sentiva delusa e offesa, mentre appena alzata formulava quei pensieri, Marika bussò leggermente alla porta e poi entrò tempestosa com’era sua abitudine, portandole un paio di jeans e un golfino; per fortuna che avevano la stessa taglia visto che Gioia non si era portata nulla dietro.

Fecero colazione con il caffè e con i cornetti, che Mirko era andato a comprare . Teneva a evidenziare che era andato a prendere i cornetti, nonostante la stampella, soltanto per Gioia. Andarono tutti e tre insieme al negozio e, si misero subito all’opera, giacché c’era un bel po’ da sistemare .

Verso mezzogiorno, passò la ditta di catering a ritirare il tutto, compreso il tavolo e le sedie; mentre il fioraio, aveva chiamato che sarebbe passato in settimana, poiché gli addobbi avrebbero ancora resistito ed era un peccato non lasciarli ad abbellire il negozio.

Su insistenza di Mirko e Marika, Gioia lì seguì al bar per pranzo e prese una pizzetta e un aranciata.

Mentre loro chiacchieravano allegramente, lei mise a osservare i passanti per tenere occupata la mente e vide passare Kate, con i capelli al vento sulla sua decappottabile rossa e Gioia, pensò che forse Emmanuele la voleva fuori dai piedi, giacché era ritornata Kate. Ritornati in negozio, i ragazzi si misero a lavoro e lei iniziò a ciondolare senza fare nulla, da un angolo a all’altro, con sguardo assente che sembrava una mummia.

A un tratto, Mirko osservandola non ne poté più e dopo averla fatta sedere, le disse “ora basta zombie! i vuoi dire che cavolo ti è successo?”, lei lo guardò passivamente e invece di rispondere, fece spallucce alzando su e giù le spalle.

A quel punto, si avvicinò anche Marika, visto che quel giorno Giusy non era andata a lavoro e le disse “senti Gioia, abbiamo capito che il problema è il bel fisioterapista, questo è ovvio, ora per cortesia vuoi dirci cosa è successo?”.

Gioia allora sbottò e inizio a raccontare tutto a ruota libera, a partire dal pomeriggio trascorso dal signor Gigi.

Alla fine del racconto Marika scoppiò a ridere e le disse “tontolona della mia datrice di lavoro, ma, Emmanuele è geloso marcio. Possibile che non lo hai ancora capito?” Gioia la fissò, scosse la testa e le disse "no Marika ti sbagli, ci sono cose che tu non sai. Emmanuele è fidanzato o insomma si incontra per dirlo in chiave più alla moda, con una bellissima donna di nome Kate, a me neanche mi vede”.

Una volta terminato di parlare, si era fatto tardi, così Gioia, lasciò i ragazzi a chiudere il negozio, poiché quella mattina l’aveva chiamata Anna Rita invitandola per quella sera a cena.

Arrivata a casa di Anna Rita, Gioia sentì subito un invitante profumo di pollo e patate, che nonostante tutto le fece venire l’appetito.

Mangiarono parlando del negozio, di quanto ne sarebbe stata felice la zia , dell’inaugurazione e infine Anna Rita, le chiese di Emmanuele e perché non c’era e così, Gioia raccontò tutto anche a lei, che alla fine l’abbracciò, e le disse “ vedrai sono sicura che si sistemerà tutto. Emmanuele e’ un uomo intelligente ”.

Dopo essersi salutate, Gioia, si recò a casa di Marika per andare a dormire.

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