Quella mattina appena sveglia, Gioia pensò di chiamare i suoi dipendenti, giacché, le sembrava corretto comunicare, che sarebbe rimasta là, ancora qualche giorno.

Pensò poi, di chiamare anche Anna Rita e di comunicarle che aveva deciso di prendersi un po’ di riposo, d’altronde era stata così premurosa con lei.

Dopo aver fatto colazione, guardò nel frigo cosa avesse a disposizione per preparare il pranzo; quel giorno voleva occuparsene lei, poiché non desiderava pesare su Gigi.

Trovò del pollo e dei pomodorini, poi guardò nel cesto della frutta e vide che c’erano delle verdure, delle patate e tanti altri ingredienti, quindi optò per degli spaghetti al pomodoro fresco e decise di preparare, inoltre, il pollo con le patate al forno; si lavò le mani e si mise all’opera.

Quando Gigi tornò, la trovo ancora indaffarata ai fornelli e le sorrise gioioso e le disse che era tanto tempo che una donna non si aggirava per la cucina e per tale motivo, si sedette felice ad osservarla.

Intanto in negozio i ragazzi erano tutti indaffarati, dato che quella mattina, erano arrivati i nuovi articoli e in più si era rotto il bagno.

Stavano parlavano di Gioia e commentavano come Emmanuele potesse essere così stupido e di come in tutto quel tempo non fosse riuscito a capire com’era veramente Gioia, quando si spalancò la porta ed entrò proprio il soggetto della discussione, che dopo aver salutato chiese subito di Gioia, e alla risposta con c’era si mise a fare il giro del negozio. Andò perfino in bagno, accertatosi che veramente non ci fosse.

Si mise poi, a fare a ognuno tantissime domande, ma ebbe solo risposte vaghe; poi mentre accennava ad andarsene fece un passo indietro e disse “a proposito chi è che è così stupido?” ma, visto che lo guardavano senza rispondere, incavolato e offeso, se ne andò tirandosi battendo fortemente la porta.

Dal canto suo, Gioia stava trascorrendo un bel pomeriggio ,Gigi l’aveva portata in un piccolo villaggio lì vicino, dove tutti i pochi abitanti si conoscevano e i piccoli negozi sembravano fermi nel tempo, con le loro vetrine, le loro porte e anche le predisposizione dei prodotti erano in uno stile di almeno trent'anni prima; vide poi quelle caramelle senza involucro, messe lì in un contenitore di vetro con coperchio, a forma di spicchio d’arancia o di limone, che l’avevano riportata al tempo della sua infanzia. Anche la piccola piazza, sembrava uno schizzo del passato.

Passeggiarono a lungo per quelle stradine strette, non certo ampie come quelle di Occhioli, giunsero e si affacciarono a un belvedere, da dove si pregustava uno spettacolo fenomenale, un intreccio di verde dato dai campi e di azzurro dato dal cielo e più in lontananza dal mare, stare lì a osservare tutto ciò, imprimeva in Gioia una pace interiore profonda.

Dato che avevano fatto tardi, Gigi la portò a mangiare una pizza, in una pizzeria in stile molto rustico, fatta di pietra antica, dove troneggiava visibile a tutti uno splendido forno a legna dall’aria vissuta; in quel posto la pizza era molto buona e il piccolo locale era molto suggestivo.

Dopo aver cenato, tornarono a casa e durante il viaggio, Gigi gli raccontò diversi aneddoti di quando ci andava con sua moglie, e ancor prima da ragazzo con gli amici.

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