Gioia si svegliò, ricordando la serata trascorsa e pensando ai giorni lì vissuti, che gli avevano donato la serenità che cercava, ma purtroppo, lei si era, anche svegliata con la consapevolezza di dover presto ritornare a Occhioli.

Si mise la tuta, scese giù, si preparò una tisana calda e si sedette sulla sedia a dondolo sotto il portico, con lo sguardo apparentemente perso nella campagna circostante e, la mente persa in ricordi ed emozioni; così pensierosa, spettinata e anche un po’ infreddolita, la trovò Gigi, circa un ora dopo.

Lui capì subito che lei era di nuovo triste e che non era la stessa Gioia del pomeriggio precedente, gli doleva il cuore, nel vedere una così bella e dolce ragazza triste.

Si sedette vicino a Gioia, senza fiatare e lei a un tratto come accortasi solo all’ improvviso che non era più sola, gli fece un sorriso timido e un po’ spento e, si mise a fissare di nuovo l’orizzonte.

Magicamente poi, iniziò a parlare, dapprima con voce fievole, poi con maggior tono e, iniziò a raccontare di sé, sin dall’infanzia , fino agli ultimi fatti accaduti, dalla morte della zia, agli ultimi vissuti con Emmanuele; quando finì di parlare si sentiva più leggera.

Gigi l’ascoltò tutto il tempo con attenzione e cura e poi, l’abbracciò con affetto paterno e Gioia, si lasciò cullare da quella sensazione di famiglia che tanto le mancava.

Gigi dal canto suo non parlò e non disse nulla, aveva capito che lei aveva solo bisogno di essere ascoltata e capita e, rimasero così a lungo. Rientrarono dentro poi, poiché si era alzata un'aria piuttosto fredda, infatti, nonostante fosse ottobre, Gigi si apprestò ad accendere il caminetto nella camera dove c’era la sua fornita libreria.

A un tratto Gioia l’abbracciò con affetto dicendogli semplicemente ringraziandolo.

Gioia trascorse la mattinata a sistemare la sua camera, fino a quando Gigi non la chiamò per pranzo.

Quando entrò in cucina , oltre l’odore del pranzo, le conquistò le narici un delicato profumo di dolce, infatti quell’uomo straordinario, che la stupiva ogni giorno di più, aveva preparato anche una squisita torta alle carote.

Mangiarono tutto con gusto e, ora che Gioia si sentiva un po’ meglio, comunicò a Gigi che sarebbe voluta stare in quel luogo di pace a lungo, poiché stava veramente ben , ma che purtroppo, l’indomani, seppur con il magone,sarebbe dovuta ritornare in città.

A udire ciò, Gigi si dispiacque, quei giorni per lui erano stati bellissimi, giacché, si sentiva così solo da quando la sua Clara non c'era più, ma nonostante ciò, le disse che quella sarebbe stata sempre casa sua e, che era sempre la benvenuta; non volle, infatti, far pesare su di lei il pensiero della sua solitudine.

Passarono il pomeriggio a giocare a vari giochi di società, al caldo sul tappeto di fronte al camino, ridendo e scherzando, quando uno dei due sbagliava una mossa.

Cenarono poi, con il gateau di patate, che Gigi aveva preparato quella mattina mentre cuoceva il pranzo e che Gioia aveva riscaldato nel forno per cena.

Dopo aver mangiato, si misero a vedere un film in tv che combinava i gusti di tutte e due.

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