Quella mattina fecero colazione in fretta tutte e due, solo caffè e cornetti che aveva preso Emmanuele, mentre lei era ancora a letto.

Mangiarono e si salutarono velocemente, giacché entrambi, dovevano recarsi al lavoro, che avevano trascurato un po’ negli ultimi tempi.

Gioia giunse al negozio con la convinzione che il negozio aveva bisogno di più cura e che lei ultimamente si era fatta distrarre troppo dalle situazioni personali; così appena entrata diede un’occhiata in giro e si mise subito all’opera, prese i libri contabili per vedere cosa era stato venduto e cosa andava rimpiazzato e diede anche, una sbirciata ai cataloghi che le aveva lasciato l’ultima volta uno dei fornitori.

Si immerse così tanto in quel compito, forse anche affascinata da ciò che c’era nei cataloghi, che solo quando sentì il tintinnio della porta e alzò gli occhi, si accorse che era trascorsa più di un ora, ma chi entrò non erano i ragazzi come lei si aspettava, bensì Marco, con una rosa dal color rosa tenue in mano.

Gioia lo guardò sorpresa e anche un po’ rammaricata, non sapendo cosa aspettarsi. “Buongiorno” disse Marco porgendole la rosa, lei lo guardò, rispose al saluto, e prese la rosa di malavoglia, poi chiese “a cosa devo una tua visita?”.

Lui rispose “ecco, aldilà che incontrarti è sempre un ottimo motivo, volevo farti una proposta” al che lei lo guardo con piglio accigliato, quasi incavolata.

Marco la guardò e subito sorrise e rispose “tranquilla, no che non ci fosse la tentazione di farti una proposta galante, ma mi riferivo a qualcosa che fosse attinente al tuo lavoro, vedi ora ti spiego.

Io faccio parte, nel mio tempo libero, di un associazione benefica che si occupa di raccogliere fondi per varie tipologie di persone che si trovano in difficoltà, o per motivi di lavoro o di salute, insomma hai capito”.

Lei lo guardò e rispose “ammirevole, ma, io cosa c’entro scusa?”.

Marco rispose, “ecco volevo chiederti se ci potevi dare una mano, se magari faresti una sfilata per noi e naturalmente gli incassi andrebbero in beneficenza, sempre se sei d’ accordo, sia chiaro!”.

Lei ci stette un momento a pensare, non per il fatto della beneficienza ma, in quanto, non voleva contatti stretti con Marco.

Poi, accettò comunque e lui le disse che sarebbe ripassato nel pomeriggio con tutte le disposizioni necessarie, poi la lasciò basita, giacché, prima di andarsene, fece il giro della piccola hall e le diede un bacio sulla guancia.

Una volta girate le spalle, se ne andò scontrandosi con Marika che entrava carica di acquisti, che scaricò per terra una volta dentro e s’informò subito del perché della visita del belloccio nipote di Margherita.

Nel tramite, arrivarono anche gli altri e raccontò a tutti della sfilata e di tutto il resto.

I ragazzi furono subito entusiasti e Giusy disse che non potevano mancare tre dei suoi abiti preferiti e Marika, dal canto suo, i due abiti maschili appena arrivati per cui andava alla follia.

Si misero così a dare una sbirciata ai vari abiti, e calcolarono che dovevano ordinare altre scarpe sia femminili, che maschili e forse altri accessori; così decisero che dopo pranzo bisogna stilare un elenco di tutto ciò che serviva.

Andarono tutti a pranzare, al solito bar e si dilungarono oltre le quattordici e trenta, poiché Mirko voleva una fetta di torta di mele, e dovevano attendere che venisse sfornata.

Ritornati al negozio, si misero tutti all'opera, ognuno intenti in un compito, finché verso le diciotto squillò il telefono ed era Marco, che si scusava, di non essere passato come promesso, poiché aveva fatto tardi, ma che comunque le comunicava, che Gioia, logicamente, doveva anche fornire modelle e modelli, che indossassero gli abiti.

Quando chiuse il telefono, i ragazzi contenti si offrirono come indossatori e proposero di dirlo anche a Emmanuele, mentre Marika si offrì di dirlo al barista della pizzeria dove erano soliti andare.

Dopo aver discusso per un po’ su ciò, chiusero il negozio, poiché era già tardi e ognuno si avviò verso casa. Gioia, giunta a casa, la trovò deserta e, notò sul tavolo in cucina, un biglietto di Emanuele doveva si scusava, poiché sicuramente, non riusciva a rientrare per cena, visto che aveva avuto un imprevisto.

Quindi lei, svogliatamente si fece un panino, prese una gassosa e andò a mangiarli davanti alla tv.

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