Gioia quella mattina, si svegliò di soprassalto e si accorse che erano già le nove e trenta; si era dimenticata di mettere la sveglia la sera precedente, anche perché la mattina si svegliava comunque con i rumori, che faceva Emmanuele in cucina o in corridoio, mentre quella mattina regnava il silenzio.

Si stiracchiò, telefonò ai ragazzi al negozio per dire che il tempo di prepararsi e sarebbe arrivata e andò poi, a sbrigarsi.

Quando giunse in negozio che era molto tardi, si mise a rispondere a un paio di telefonate, accolse una cliente che era venuta a ritirare un abito da cerimonia che gli aveva magistralmente venduto Mirko e fattasi l’ora di pranzo andò con i ragazzi a prendere qualcosa.

Appena riaprirono al pubblico, passò Marco, per spiegarle della sfilata e consegnarle una lista di documenti che servivano per poter partecipare.

Quando gli diede un’occhiata, Gioia capì che aveva bisogno del suo commercialista, così chiamo per un appuntamento e rimasero che si sarebbero visti per le diciassette e trenta.

Intanto Marco, la invitò a prendere un caffè e questa volta accettò. Le sembrava scortese rifiutare il suo ennesimo invito.

Seduti al bar si misero a chiacchierare e si accorse che in fondo, non era così superficiale come appariva a un primo impatto, scoprì che gli piaceva molto la fotografia, che era il suo principale interesse oltre al lavoro.

Le rivelò che era a capo di una grande azienda bene affermata, l’unica pecca era che le assorbiva molto tempo.

Parlarono inoltre di Margherita e capì che ne era profondamente affezionato e legato, insomma, quel pomeriggio conobbe un Marco nuovo, che non si aspettava.

Si accorse che era già in ritardo per l’appuntamento dal commercialista e lui si offrì di accompagnarla senza farle perdere, ulteriore tempo, per andare a prendere la sua auto.

Dal commercialista dovette attendere per un imprevisto sugli appuntamenti e quando uscì alle diciannove, non sapeva come scusarsi con Marco per il ritardo, e lui subito trovò la soluzione, invitandola ad accettare il suo invito a cena, infatti, mentre attendeva, aveva già prenotato un tavolo al ristorante e così accettò.

Trascorse un’ottima serata in compagnia e con ottimo cibo, anzi forse con qualche goccio di vino frizzante in più, visto che si sentiva la testa un po’ leggera.

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