Gioia si svegliò al suono del campanello, andò ad aprire mezza addormentata e si trovò davanti i ragazzi con un vassoio di cornetti che sprigionavano un profumo invitante e delizioso, che un pochino la destò dal suo intorpidimento, ma nonostante ciò, continuò a fissarli come una deficiente senza farli accomodare, al che Marika con il suo solito fare raffinato sbottò “che facciamo un picnic qui sul pianerottolo, stendiamo una coperta per strada, li mangiamo seduti su un cartone oppure ci fai entrare e magari li mangiamo in cucina”.

Gioia dopo averli guardati ancora, si scostò per farli entrare. Gioia li lasciò in cucina e andò a farsi una doccia e a prepararsi.

Mezz’ora dopo quando ritornò in cucina i ragazzi stavano ancora aspettando lei per fare colazione, quindi accese il fornetto per riscaldare i cornetti, mentre, Mirko fece il caffè e praticamente quando finirono tra chiacchiere e cornetti erano le dieci e trenta e Mirko, si offrì di andare ad aprire il negozio, mentre loro mettevano tutto apposto.

Giacché era tardi, preparano dei tramezzini da portare dietro per pranzo.

Arrivati al negozio, lavorarono di continuo fino alle tredici quando, fecero un piccolo stacco per pranzo, e ricominciarono subito, visto che era arrivata tantadi nuova merce da sistemare; questa volta in prevalenza abiti maschili.

Finalmente, Gioia, si confidò con i ragazzi del fatto che Emmanuele era strano e non rientrava neanche a casa e che lei era molto preoccupata. Mirko suggerì l’indomani di andare ad informarsi allo studio medico, e casomai anche da Carol, visto che sembrava si conoscessero bene.

Considerata la situazione, decisero di prendere delle pizze e mangiare insieme a casa di Emmanuele, per fare compagnia a Gioia. Rimasero fino a mezzanotte per vedere se per caso Emmanuele rientrasse, ma purtroppo ciò non accadde e cosi Marika si offrì di fermarsi a farle compagnia.

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