Gioia si svegliò intorpidita e indolenzita.

Una volta aperti gli occhi, si trovò un braccio in mezzo ai capelli e ricordo che la sera precedente lei e Marika, avevano visto un film in camera sua e si era addormentati.

Si alzarono come dei zombi a fare il caffè e, a preparare delle fette con la marmellata.

Fecero i turni per la doccia e quando ebbero finito di prepararsi, andarono al negozio.

Gioia voleva ripassare allo studio di Emmanuele, giacché sabato era chiuso.

Oramai erano giorni che non aveva notizie di Emmanuele ed era seriamente preoccupata.

Gironzolò per il negozio senza quasi fare nulla, poiché il suo cervello era l’aveva altrove, finché alle 10 e 30 non resistette oltre e decise di andare allo studio e vedendola turbata, Mirko si offrì di accompagnarla.

Giunti allo studio, un fatto sorprendente sgomentò Gioia, infatti, tra le mille domande scoprì che il proprietario dell’intero studio era Emmanuele, perciò non era lui che lavorava presso lo studio medico, ma gli altri medici che lavoravano da lui.

Usciti da lì, andarono a prendere un caffè, poiché Gioia ne aveva davvero bisogno, non si aspettava una simile sorpresa; certo in fondo non era nulla di eclatante, il fatto che lui ne fosse il proprietario, ma era sorpresa, del perché lui non gli l’avesse mai detto.

Ritornati al negozio, c'era ad aspettarli Marco, ma Gioia non aveva nessuna voglia di starlo a sentire così lasciò Mirko a discutere della sfilata, adducendo un impegno preso precedentemente con le ragazze.

Una volta che terminarono di lavorare, Gioia, Giusy e Marika decisero di fare un po’ di spesa, considerato che a casa di Gioia, il frigorifero e la credenza iniziavano a essere vuoti.

Fu così che Gioia scoprì, che fare la spesa con Marika era allucinante, comprava solo schifezze.

Infine, passarono in rosticceria e presero del pollo arrosto e delle patatine per tutti, e dal telefono a gettoni posto in sala chiamarono Mirko per comunicarglielo.

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