Quella mattina, Gioia, nonostante non ne avesse minimamente la voglia, si svegliò all’alba, giacché, così aveva deciso la sera precedente nell’impostare la sveglia.

Si fece subito la doccia, si vestì e andò in cucina per fare colazione. Si prese il caffè, si fece una spremuta d’arance e si mangiò tre fette biscottate con il burro e la marmellata.

Prima di uscire, lasciò un biglietto a Marika, che quella sera era rimasta a dormire da lei, per dirle che era andata al negozio e appena era pronta di raggiungerla.

Arrivata in negozio, si mise a pulire tutta la sale vendite e, iniziò a fare il largo necessario per il défilé di beneficenza.

Verso le otto e trenta, andò in bagno a cambiarsi, poiché era sporca di polvere, indossò il tailleur che si era portata dietro e si truccò.

Alle nove era già davanti allo studio del suo commercialista e, appena quest’ultimo giunse, ritirò le autorizzazioni per la sfilata.

Passò poi dal parrucchiere, per concordare gli ultimi dettagli in merito alle acconciature delle modelle e rimasero che si sarebbero visti al negozio verso le quindici.

Arrivata davanti al negozio, decise poi, di fare una piccola deviazione del solito bar sotto i portici e acquistò dei croissant per i ragazzi.

Una volta entrata dentro al suo negozio, posò i documenti ritirati dal commercialista vicino la cassa e poggiò il vassoio coi cornetti in un angolino, in attesa che arrivassero i ragazzi.

La prima ad arrivare fu Giusy e, quasi contemporaneamente, arrivò anche, il fattorino con le luci, le sedie e il tappeto di velluto rosso per la sfilata.

Gioia, chiamò la ragazza che desidera lavorare per riscattarsi l’abito, per proporle il ruolo da modella e questa accettò; rimasero che sarebbe andata verso le quattordici e quarantacinque in negozio per provare gli abiti e scegliere quello più adatto a lei.

Mentre Gioia, parlava al telefono, arrivò Mirko che insieme a Giusy, iniziò a sistemare l’occorrente per la sfilata.

A un tratto, si chiesero tutti che fine avesse fatto Marika, ignorando che lei era andata a caccia di notizie su Emmanuele e, dopo aver chiamato a casa di Gioia e non aver ottenuto nessuna risposta, decisero di iniziare a mangiare i croissant senza di lei.

Verso le dodici, arrivò Marco con i dolci e le bevande da offrire agli ospiti del défilé.

Quando Gioia stava per andar a casa a farsi una doccia e per lavarsi i capelli prima della sfilata, arrivò Marika, la quale le comunicò che era arrivata una cartolina per Emmanuele e che gliela aveva lasciata in soggiorno.

Gioia, dopo essersi finita di sistemarsi, mentre mangiava un panino col prosciutto cotto e la provola, si mise a leggere la cartolina arrivata a Emmanuele e scoprì che a scrivergliela era una certa Anna, che a quanto scriveva le mancava molto Emmanuele.

Gioia restò sorpresa nello scoprire quanto Emmanuele fosse un donnaiolo e si sentì tradita.

Ciò nonostante, pensò comunque che era tardi e che doveva tornare a lavoro.

Arrivata al negozio, trovò i ragazzi e Marco, intenti a fare le prove per la sfilata e con ammirazione constatò quanto il suo team fosse efficiente.

Quando arrivò la ragazza nuova, divisero gli abiti e decisero che Mirko, Marco e Marika, avrebbero sfilato due volte, con abiti diversi.

Dopo che il parrucchiere sistemò le acconciature e il trucco di tutti, erano quasi le diciassette, orario di iniziò del défilé e quindi, Gioia, che non avrebbe sfilato, si preparò ad accogliere gli ospiti.

Ad accompagnare l’evento, che si rivelò un successo, c’era un quartetto d’archi, diretto da un amico di Marco.

Terminato l’evento, erano tutti esausti ma, felici per il successo riscosso e, decisero che avrebbero sistemato il negozio il giorno seguente, essendo sabato.

Su insistenza di Marco, andarono a cena in un locale di élite, appena fuori Occhioli, dove lui aveva già prenotato.

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