Era mattina presto, quando Gioia, si svegliò di soprassalto per via di un tuono.

Si guardò attorno e in un attimo, si le passarono in mente, le sequenze di tutto quello che era successo in quel terribile week-end.

Si ricordò subito, di quanto gli raccontò Marika su Emmanuele e Carol e del suo passato da dongiovanni, dei bagagli preparati in fretta e in furia e del suo trasferimento a casa dell’amica.

Era veramente depressa, si sentiva tradita e presa in giro e profondamente offesa dal comportamento del bel fisioterapista.

Si alzò dal letto e andò in bagno a farsi un bel bagno caldo, per provare a rilassarsi.

Mentre succedeva tutto questo, un taxi arrivava a casa di Emmanuele, dal quale scese lui.

Una volta dentro l’appartamento, posò il suo bagaglio per terra e corse subito nella stanza di Gioia e, con enorme meraviglia, la trovò vuota, con il letto perfettamente rifatto.

A quel punto, Emmanuele, pensò che sicuramente Gioia, per non stare da sola a casa, aveva passato la notte da qualche sua amica ma, mentre stava per uscire dalla camera, notò l’armadio aperto e si accorse che era vuoto.

Emmanuele, inizio a preoccuparsi, non capendo che fine avesse fatto Gioia e, decise che dopo aver fatto una doccia, sarebbe passato prendere dei croissant e sarebbe andato a casa di Marika, nella speranza che Gioia fosse lì.

Gioia, dal canto suo invece, appena aver terminato di fare il bagno caldo e di essersi vestita, andò in cucina a fare colazione, con Marika e Mirko che nel frattempo si erano svegliati.

Una volta terminato di far colazione, Gioia e i ragazzi, uscirono di casa, passarono a prendere Giusy e si diressero subito al negozio. Qui rimasero Giusy e Mirko, mentre Gioia e Marika, andarono a Limoncione, perché Marika, era stata chiamata dal comune, per delle tasse, di quando abitava ancora lì.

Emmanuele, arrivato a casa di Marika, suonò diverse volte al campanello, ma non avendo risposta , pensò che fossero al negozio e decise di passare da là.

Arrivato davanti al negozio, lo trovò chiuso, giacché Giusy e Mirko, erano stati chiamati da una cliente che si doveva sposare quella mattina, poiché l’abito che le era stato consegnato era di una taglia sbagliata e giustamente, voleva consegnato quello giusto.

Pensò quanto tutto ciò fosse strano e preoccupato andò a casa, sperando che non fosse successo nulla a Gioia.

Nel tragitto per arrivare a Limoncione, Marika, cercando di distrarre Gioia dai suoi cupi pensieri iniziò a discutere della cena di venerdì, dicendole che le sembrò che fosse stata, almeno per qualche ora spensierata.

Gioia subito le confermò, che era stata molto bene e che Marco, aveva davvero degli ottimi gusti in fatto di ristoranti, poi aggiunse che infondo, non era così impertinente come sembrava.

Giusy e Mirko, appena rientrati in negozio, trovarono Marco davanti, che attendeva.

Giusy si avvicinò e le disse “Ciao Marco, tutto bene? Come mai da queste parti? Ero convinta che sabato ti fossi preso, l’elenco dei prodotti venduti e/o prenotati dagli invitati della sfilata”.

Lui subito le rispose “Ciao Giusy, si hai ragione avevo preso sabato l’elenco, ero passato, infatti, per vedere come stesse Gioia, visto appunto, che mi è sembrata un po’ triste quando ero venuto a ritirarlo”.

Giusy le disse che era fuori città con Marika e lui le disse che sarebbe passato allora, nel pomeriggio.

Erano quasi le tredici, quando Gioia e Marika, arrivarono al negozio con delle pizzette calde per tutti.

Dopo aver mangiato, si sedettero sul divano a sorseggiare del caffè e, i ragazzi gli raccontarono che era passato Marco e che aveva detto che sarebbe tornato nel pomeriggio.

Gli riferirono inoltre, dell’errore nella consegna dell’abito alla cliente e, del fatto che erano dovuti andare a piedi, a consegnare la taglia corretta.

Verso le diciotto e trenta, arrivò Marco al negozio, che vedendo Gioia triste e raccolta in un angolo, insistette a invitarla, insieme a tutti i ragazzi, da Margherita, inventandosi che era stata lei stessa a chiederglielo di invitarli a casa.

Con questa scusa, Marco riuscì a convincere Gioia, facendo leva sulla sua bontà, infatti gli disse che altrimenti Margherita, ci sarebbe rimasta male.

Marco attese fino all’orario di chiusura e, andarono tutti insieme da Margherita.

Emmanuele, passò verso l’ora di cena, da casa di Marika e anche questa volta, non trovò nessuno e, pertanto, decise che se l’indomani mattina, non l’avrebbe trovata al negozio, sarebbe andato dalla polizia per denunciarne la scomparsa.

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