Quella mattina Gioia uscì di casa, molto presto, mentre Marika e Mirko, erano ancora a letto.

Gioia aveva bisogno di stare da sola, poiché voleva riflettere sull'incontro avuto con Emmanuele il giorno precedente.

Prese al bar, vicino casa di Marika, un cornetto e un caffè da portare via e andò a consumarli, sul lungomare, contemplando l'orizzonte che nella sua solitudine, gli teneva compagnia.

Verso le nove, andò al negozio e si mise a dargli una ripulita.

Aprì le finestre per fare arieggiare il locale, diede una sistemata all’angolo ristoro e fece un inventario delle cose vendute e di ciò che andava rimpiazzato, come le scarpe da uomo e tanti altri articoli.

I ragazzi quella mattina arrivarono verso le undici, poiché Mirko era andato alla posta e Giusy e Marika, erano andati a Limoncione per un appuntamento con il vecchio commercialista di quest'ultima.

Verso mezzogiorno telefonò Gigi, che le chiedeva se a partire da quella sera, lo avrebbe accompagnato a tre serate eleganti, dove si sarebbe esibita la nipote, per dei concerti.

Gioia non se la sentì di deludere Gigi, che era stato così premuroso con lei, così gli promise che si sarebbe messa in viaggio nel primo pomeriggio.

Una volta chiusa la telefonata, Gioia chiamò la parrucchiera, fisso un appuntamento per mezz’ora dopo e, avvertiti i ragazzi, uscì.

Arrivò a casa di Gigi verso le diciassette. Venne accolta con il solito calore e con l’inconfondibile odore della torta di mele di Gigi, di cui accettò subito una fetta insieme ad una buona e calda tazza di te.

Nel frattempo, Gigi le raccontò tutto sulle tre serate che li aspettava e, Gioia capì quindi che erano serata di gran gala a titolo, però, di beneficenza.

Dopo essersi fatta la doccia, iniziò a prepararsi per la serata.

Si truccò con moltissima cura e tra gli abiti che aveva portato, ne scelse uno blu notte,con dei drappeggi di pizzo argento e gli accessori argento.

Scese le scale con Gigi che la guardava incantato e, che esclamò “figlia mia sei davvero bellissima, sono orgoglioso di farti da cavaliere”.

Lei gli diede un bacio sulla guancia e gli disse “e io sarei orgogliosa di essere tua figlia e, sono felice, invece, che tu sia il mio cavaliere, così galante, come un gentiluomo di altri tempi”.

Uscirono di casa, percorrendo il piccolo viale illuminato e lei, si sentì un po’ come Cenerentola, che si recava al ballo.

Scoprì che il castello dove si svolgeva la cerimonia, oltre ad essere incantevole e bellissimo così illuminato, era eretto su una collina, alla periferia del villaggio che avevano visitato insieme qualche tempo prima.

Gioia, quando lo vide all’interno, si sentì veramente inghiottita in una favola. Lo splendore che la circondava, quell’atmosfera così elegante, la bellissima musica e le coppie che ballavano il valzer, l’avvolsero completamente nella magia di quella serata, che trascorse trasmettendole una gioia che le mancava da tanto tempo.

A un certo punto mentre ballava con un giovane molto simpatico presentatole da Gigi, impallidì, quando le sembrò di vedere, davanti a lei, un bellissimo Emmanuele in smoking che aveva la mano intorno a una bellissima donna che quando si girò, vide che era Carol.

Impallidita e gelida, vacillò, tanto che il giovane sì preoccupo di accompagnarla a prendere aria sul balcone. Gioia respirò forte, aveva il cuore che le andava a mille e la testa in una grande confusione, voleva solo scappare via, ma, sapeva che non poteva farlo e che doveva comportarsi da persona adulta e responsabile.

Gigi  non vedendola, andò a cercarla e quando la trovò, capì subito che qualcosa non andava e le disse, che forse era ora che si ritirassero, ironizzando che per un vecchietto come lui l’una di notte era una ora tardissima.

Lei ringraziandolo tacitamente, per la sua delicatezza, lo seguì per salutare i padroni di casa, quando Emmanuele, si avvicinò per salutarla, ma, per sua fortuna Gigi la trascinò via.

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