Quella mattina Gioia si svegliò sul divano, con un profumo di caffè e di cornetti, si strofinò gli occhi, si stiracchio.

Si guardò intorno e sul tavolino scorse un magnifico mazzo di rose rosse, Gioia le prese in mano e le osservò, portandole verso il viso per sentirne l’odore, intanto, dalla cucina si affacciò Emanuele che si mise a fissarla per un po’ e poi avvicinatosi, le prese il viso tra le mani e la baciò, sussurrandole "mi sei mancata principessa".

Gioia lo abbracciò e poi discostandosi disse “ti prego Emmanuele, non mi dire queste cose, perché poi sparisci di nuovo e, io sto male. Ho una grande confusione, non capisco nulla e non so più che pensare, te lo giuro”.

Emmanuele rispose “hai ragione, ora devo andare ma, stasera ti spiegherò tutto. Tieniti pronta, poiché ti porto a cena fuori, visto che è da tanto che non esci e che non stiamo insieme". Poi baciandola di nuovo, aggiunse “intanto tu principessa mia stai tranquilla e fidati di me. A stasera”.

Gioia si recò in negozio con l'umore sollevato.

Qui i ragazzi erano in grande fervore per l’addobbo del negozio in occasione del natale e le comunicarono, che dopo pranzo, aveva un appuntamento con tutti negozianti per la fiera e per concordare come addobbare il grande abete, nella piazza antica lì vicino e la piazza stessa; usanza che si tramanda da più di un secolo.

Mentre i ragazzi, si occupavano allegramente, di fare l’albero e il presepe e di mettere festoni e ghirlande, al negozio, lei si concentrò sulla visione di alcune bolle e fatture.

A mezzogiorno poi, mangiò dei tramezzini con i ragazzi.

Nel primo pomeriggio, prima dell’incontro con i negozianti, fece un paio di telefonate e poi, si diede una sistemata al trucco prima di uscire.

Il colloquio con gli altri negozianti, di cui conosceva solo alcuni, fu molto stimolante.

Apprese che quel periodo dell'anno per loro era davvero magico e che quella della fiera e degli addobbi era una cosa serissima e del massimo impegno e soprattutto di grande collaborazione.

Si sentì ad un tratto di essere entrata a far parte di una grande famiglia.

Gioia venne affiancata, poiché alla sua prima esperienza, da una coppia di anziani negozianti e da Brad, un aitante proprietario dell’emporio, che le strinse la mano con una forza e che la fece sentire piccola piccola.

Giacché si era fatto tardi, decisero di aggiornare la riunione all’indomani.

Gioia si recò a casa per prepararsi per l’appuntamento ma, qui trovò un biglietto di Emmanuele che le chiedeva scusa e che le comunicava che la cena era rimandata. Nel biglietto, inoltre, la esortava ad avere un altro po’ di pazienza e di credere in lui.

A quel punto, Gioia decise di prepararsi per cena, una tazza di latte e biscotti.

Dopo aver cenato, si fece una doccia e si mise a vedere la televisione sul divano, finché, non si addormentò.

Ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistite è puramente casuale. La narrazione di tale racconto è frutto della fantasia degli sceneggiatori/scrittori di Culturaebuonemaniere.it.

Il testo di questo racconto è di proprietà di Culturaebuonemaniere.it e dei suoi sceneggiatori, ne è vietata, pertanto, la riproduzione, modifica, manipolazione o diffusione del presente sotto qualsiasi modo o forma senza lo specifico consenso degli autori.

Copyright © 2020 by Culturaebuonemaniere.it. All rights reserved