Gioia si svegliò al suono del telefono, era Anna Rita, che le chiese se la poteva accompagnare a comprare dei regali e lei, guardando l’orologio e visto che erano le dieci, le disse di prepararsi, che il tempo per una doccia e sarebbero andati, poiché poi aveva un impegno con gli altri negozianti.

Non avrebbe mai pensato che Anna Rita avesse tutta quell’energia, girarono per negozi per circa due ore, finché Gioia esausta, si sedette al tavolino di un bar, attendendola mentre entrava in un negozietto li vicino.

Mentre era seduta al bar, sentì una mano sulla spalla e, giratasi vide che era Brad, che si sedette con lei e si misero a parlare.

Rimasero d'accordo, che si sarebbero visti alle quindici in piazza, per iniziare con gli addobbi.

Ritornò al negozio esausta e qui, fu derisa dai ragazzi, giacché si era fatta mettere KO da un’arzilla signora anziana.

Accettò il tramezzino tonno e maionese che le offrì Mirko e, una volta terminato di pranzare chiamò Gigi, per vedere come stava e se andava tutto bene; si dilungò con lui al telefono per circa mezz’ora.

Una volta terminata la telefonata, Gioia si preparò per andare in piazza con gli altri.

Arrivò lì, mentre veniva scaricato da un camion, un grossissimo abete; lei non ne aveva mai visto di così belli e grandi.

Passarono il tempo a sistemarlo, mentre man mano che scendeva la sera, l’aria si faceva pungente e fredda e, Gioia con il naso paonazzo per via del freddo, porgeva gli addobbi a chi era sulla scala.

A un certo punto, si sentì abbracciare alle spalle, era Emmanuele, che con una calda voce, le sussurrava che era tornato.

Gioia così, con il fiato sospeso, si girò ad abbracciare finalmente Emmanuele.

Rimase poi anche lui a dare una mano fino alle ventitre, quando decisero, tutti insieme, che avrebbero continuato l’indomani.

Gioia ed Emmanuele rientrati a casa, si fecero ciascuno una doccia e per cena, presero soltanto una cioccolata calda con i biscotti. Si misero poi, sul divano davanti al camino per riscaldarsi un po’.

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