Quando Gioia si alzò, giunta sulla porta del salotto, si mise una mano sulla bocca e spalancò i grandi occhi per lo stupone.

Sul camino, c’erano appese delle giganti calze rosse natalizie, decorate con delle immagini di Babbo Natale e degli gnomi.

A ogni porta della casa, c'era attaccata una corona di vischio. In un angolo del salotto troneggiava un magnifico abete, ancora spoglio però.

Il tavolo era addobbato con una bellissima tovaglia rossa tutta intagliata e, all’angolo tra la cucina e il salotto c’era una statua di Babbo Natale alta quasi un metro e, infine, il tavolino davanti al divano, era addobbato con una tovaglietta rossa e sopra c'era un porta cioccolatini a forma di slitta, pieno di cioccolatini e torroncini.

Gioia entrò in cucina, dove sul tavolo c’erano i tipici dolci natalizi, la caffettiera fumante e il bricco del latte.

Appena lei entrò, Emmanuele si asciugò le mani e la baciò.

Mentre facevano colazione, Gioia gli disse con aria felice, che era stato straordinario ad addobbare la case e che era stata una bellissima sorpresa svegliarsi in quell’ambiente natalizio.

Emmanuele, invece, le comunicò che l’albero non l’aveva addobbato perché voleva farlo con lei.

Quando andò a prepararsi, Gioia notò il vischio anche sulla porta del bagno e si mise a sorridere; pensò che Emmanuele fosse proprio unico.

Passarono dalla posta a pagare delle bollette e poi ritardarono un po', dato che Emmanuele doveva parlare con il direttore.

Gioia pensò che forse avesse bisogno di un prestito, per delle spese per vie dell’incidente dei suoi genitori.

Nonostante questi pensieri, lei non gli chiese nulla, giacché non voleva essere invadente.

Andarono poi, insieme al negozio poiché quella mattina, i ragazzi erano impegnati a dare una mano negli stand.

Emmanuele si rilevò un perfetto commesso, deliziando tutte le clienti senza distinzione di età. Verso le tredici decisero di andare a pranzo.

Passarono il pomeriggio insieme a sistemare conti e procedure burocratiche del negozio e, verso le diciotto chiusero per andare insieme a fare la spesa.

Dopo cena passarono la serata tra scherzi e risate ad addobbare l’albero. Gioia alla fine aveva nei capelli di tutto, dagli aghi del pino, ai filamenti dorati degli addobbi e ai brillantini delle palle natalizie.

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