Quel giorno, Emmanuele dopo aver sentito la fronte di Gioia finalmente fresca, andò a farsi, contento, una doccia, deciso di preparare una colazione coi fiocchi, nutriente e buona.

Sotto la doccia si mise a canticchiare felice, giacché finalmente tutto stava andando per il verso giusto.

Si vestì, si affaccio in camera di Gioia e vedendo che ancora lei dormiva serenamente, si recò in cucina e preparò una torta veloce che si cucinava in mezz’ora.

Preparò, inoltre, una macedonia, una spremuta al mixer con arance e carote, preparò la moka, anche se non la mise ancora sul fuoco.

Tolse il latte dal frigo e nell’attesa, apparecchio la tavola di tutto punto.

Accese il camino, affinché l’ambiente fosse ben riscaldato, per quando si sarebbe alzata Gioia. Infine, dopo aver sfornato la torta, andò dolcemente a svegliare Gioia, che lo salutò con un immenso sorriso e un abbraccio.

Da ciò, Emmanuele capì che lei stava decisamente meglio, l’accompagnò fino alla porta del bagno e, le raccomandò, visto che era stata poco bene, di non chiudere la porta a chiave e di chiamare se avesse avuto bisogno.

Nel frattempo lui, andò a ultimare la colazione. Fecero colazione allegramente e, lui era contentissimo di vedere Gioia mangiare tutto con voracità, mentre lei, era contenta di stare finalmente meglio.

Una volta terminata la colazione, mentre Emmanuele metteva a posto, giacché aveva rifiutato il suo aiuto, lei si sedette di fronte al camino, guardando la legna ardere e scoppiettare vivacemente; una visione che l’aveva sempre affascinata e che le trasmetteva un calore familiare.

Visto che Emmanuele si rifiutava di farla andare a lavorare, poiché sfebbrata da poco, lei si accomodò sul divano, ma si era appena stesa, quando suonarono al campanello.

Era Anna Rita che era andata a vedere come stava Gioia.

Aveva portato con sé due buste, una di frutta fresca e, un'altra con delle verdure e del pollo.

Passò la mattinata a chiacchierare con lei, finché Anna Rita non si offrì di preparare del pollo bollito con relativo brodo che secondo lei, le avrebbe fatto bene.

Gioia, dal canto suo, non sapeva se le sarebbe piaciuto ma, non se la sentì di farla dispiacere e così acconsentì.

Pranzarono tutti e tre insieme e, verso le quindici, quando Anna Rita si congedò, Gioia, che era molto stanca, si addormentò sul divano.

Si svegliò soltanto verso le diciotto, sentendo Emmanuele parlare al telefono.

Dopo aver cenato, si misero insieme sul divano a guardare la televisione, finché Gioia si addormentò ed Emmanuele, la portò in bracciò nella sua camera e, la sdraiò sul letto.

Ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistite è puramente casuale. La narrazione di tale racconto è frutto della fantasia degli sceneggiatori/scrittori di Culturaebuonemaniere.it.

Il testo di questo racconto è di proprietà di Culturaebuonemaniere.it e dei suoi sceneggiatori, ne è vietata, pertanto, la riproduzione, modifica, manipolazione o diffusione del presente sotto qualsiasi modo o forma senza lo specifico consenso degli autori.

Copyright © 2020 by Culturaebuonemaniere.it. All rights reserved