Giuseppe era stato deluso dalla vita e dagli esseri umani. Era arrivato, infatti, a sessant’anni con il rammarico di essere stato forse troppo buono per molto tempo.

Negli ultimi anni, però, il suo cuore si era inasprito, il suo carattere indurito e il suo viso non trasmetteva più emozioni. La moltitudine di persone che incontrava e i luoghi che vedeva, dai più banali come il supermercato ai più ricercati come un teatro, non lo scalfivano più.

Gli passava tutto attorno senza provare alcun brivido. Anche il susseguirsi delle stagioni e delle festività aveva perso colore. Per lui trascorrevano e basta. Neppure gli amici del circolo del bingo, infatti, lo riconoscevano più.

Giuseppe, durante la Settimana Santa, seduto su una panchina del centro, guardava con disprezzante cinismo tutte quelle persone che si affrettavano a terminare gli acquisti pasquali, oppure, quelle più devote che si recavano alle funzioni religiose.

La sera della Vigilia di Pasqua, invece, mentre stava svogliatamente cenando, udì una melodia che sembrava incalzare e avvicinarsi sempre più. Dapprima fu indifferente rispetto a quel suono, ma poi, dopo dieci minuti, un’inquietudine incalzante lo costrinse ad alzarsi e ad affacciarsi della finestra che dava sulla strada, in modo da poter vedere cosa stesse succedendo. Ciò che scorse lo sorprese e non poco.

Nel cortile della casa di riposo per anziani di fronte c’era un coro di ragazzi che cantava delle bellissime musiche pasquali, mentre un altro gruppetto suonava e altri ancora distribuivano delle fette di dolce tra gli anziani che assistevano gioiosi e ben coperti allo spettacolino da sotto la veranda.

Tutta quell'inspiegabile vitalità fu per Giuseppe come un colpo al cuore. Egli li osservava senza capire dove prendessero, delle persone che erano quasi arrivate alla fine del loro percorso terreno, l’entusiasmo e la voglia di ridere. La risposta alla tacita domanda sembrò arrivare, come un fulmine a ciel sereno, dalla radiolina accesa che si trovava sul bordo del camino.

Appena il conduttore annunciò la resurrezione di Cristo, Giuseppe, infatti, si sciolse e i ricordi ebbero, tra lacrime e sorrisi, la meglio e le cose riacquisirono finalmente colore.

Ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistite è puramente casuale. La narrazione di tale racconto è frutto della fantasia dell’autore.

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